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I dati del 18 maggio 2017

Si apre oggi il Salone del Libro di Torino, che festeggia 30 anni con 1200 eventi, 469 espositori (nel 2016 erano 338) più 33 editori francesi per la prima volta ospiti negli stand di quelli italiani, oltre mille case editrici, 56000 biglietti venduti e partnership con più di 70 festival sparsi in tutta Italia.

>> Il sito del Salone del Libro: http://www.salonelibro.it/it/

Giovani e lavoro, dati INPS sul primo trimestre 2017 : 322mila nuovi posti di lavoro, ma quelli fissi sono solo 17mila. Frenano del 58% sull’anno scorso, che era già stato a ritmo ridotto rispetto al 2015 incentivato, e dunque è confermata  la tendenza osservata dalla fine della decontribuzione per le assunzioni stabili.

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I dati del 16 maggio 2017 – Sanità e salute

Indagine Censis sugli infermieri: fiducia all’84,7%

Gli infermieri – oltre 440mila di cui 371.000 in attività, più del 47% della forza lavoro in sanità – godono di una elevata stima da parte degli italiani: l’84,7% dei cittadini dichiara di fidarsi degli infermieri; ad avere più fiducia sono gli ultrasessantacinquenni (90,1%), i residenti al Nord-Est (87,3%), le persone che vivono sole (89%), le famiglie con ultrasettantenni (84,7%), le famiglie con minori (82%).
Si fidano e si affidano agli infermieri soprattutto quando fuori dell’ospedale hanno bisogno di assistenza. Nel 2016 l’ultima, inedita, indagine Censis che sarà presentata giovedì 11 maggio, oltre 12,6 milioni di italiani si sono rivolti a un infermiere privatamente pagando di tasca propria.
Anche se, purtroppo, si rileva una parte di sommerso nel pagamento delle prestazioni (spesso richieste “in nero” a figure non infermieristiche, correndo rischi per la salute), quantificato dal Censis e per il quale saranno avanzate proposte operative.
Mancano tuttavia all’appello almeno 50mila infermieri per poter erogare un servizio in linea con i bisogni dei cittadini. Di questi circa 20mila sono quelli necessari alla copertura dei turni secondo le regole sull’orario di lavoro dettate dall’Ue negli ospedali; altri 30mila almeno servono per soddisfare la domanda di assistenza sul territorio.
Attualmente la distribuzione degli infermieri a livello regionale sconta i tagli e le razionalizzazioni del personale legate alla spesa. A confermarlo non sono solo i dati che emergono dal Conto annuale della Ragioneria generale dello Stato 2015, ma anche l’analisi condotta grazie alla partnership Ipasvi-Istat in base alla Rilevazione Continua sulle Forze di Lavoro dell’Istat: ad esempio nel 2015 la media italiana è di 2,8 infermieri per 100 abitanti, ma ce ne sono 3,4 in Liguria, e solo 2,1 in Campania.

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I dati del 12 maggio 2017 – Volontariato

In un paese di impiegati (4,6 milioni di nuclei), di pensionati (5,8 milioni per un totale di oltre 10,5 milioni di persone), dove quasi sette giovani under 35 su dieci vivono ancora nella famiglia di origine, l’impegno sociale sembra essere diventato un lusso per chi se lo può permettere. L’appartenenza a un gruppo sociale piuttosto che a un altro condiziona l’intensità e le modalità con cui si partecipa all’associazionismo.
Entrando nel dettaglio il 24% delle persone dai 14 anni in su dedica il proprio impegno agli altri, più del 17% lo fa attivamente mentre il 14,8% offre un contributo economico.

I gruppi sociali più ricchi (la cosiddetta “classe dirigente”, composta dal 9,3% del totale delle famiglie ovvero 4,6 milioni di persone), si impegnano di più nell’associazionismo: un terzo partecipa in modo concreto (31,8%) oppure finanza le attività delle associazioni (30,9%) portando il tasso dell’impegno ad oltre il 40%.
Un altro gruppo sociale “forte” in termini di attivismo sono gli anziani: si tratta 2,4 milioni di famiglie, ovvero 5 milioni di persone che per il 35,4% è coinvolto direttamente nell’associazionismo (25,8%) oppure lo finanzia (23,8%).
L’ultimo gruppo con un tasso di partecipazione superiore alla media è quello composto dalle famiglie di impiegati che rappresentano ben 12,2 milioni di persone: il 32% dedica il proprio tempo per gli altri oppure finanzia le associazioni.

Fanalino di coda sono le famiglie a basso reddito composte da almeno una persona straniera, che rappresentano 4,7 milioni di individui:  solo il 7,6% delle persone dai 14 anni in su che fanno parte di questi nuclei  si impegnano nel sociale, con una quota molto bassa sia in termini di coinvolgimento diretto (5,8%) che per quanto riguarda le donazioni in denaro (il 2,9% finanzia le associazioni).

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I dati del 10 maggio 2017 – Cannabis legale

Secondo la Relazione europea sulla droga del 2016 gli europei tra i 15 e 34 che hanno fatto uso almeno una volta nell’ultimo anno sono 16,6 milioni, i dati italiani parlando di 12 milioni di persone tra i 15 e i 64 anni che hanno fumato cannabis almeno una volta nella vita, secondo una stima i consumatori abituali sarebbero 6 milioni. Per gli economisti David e Ofria (lavoce.info) il proibizionismo alla Stato costa 7,2 miliardi di euro.

La Sezione per il Controllo dei Narcotici del Segretariato dell’Organismo Internazionale per il Controllo  degli Stupefacenti (in inglese International Narcotics Control Board, INCB) è un organismo delle Nazioni Unite, indipendente, quasi-giuridico creato dalla convenzione del 1961 e composto da 13 esperti eletti dai paesi che fanno parte del consiglio economico e sociale dell’assemblea generale.

La Sezione per il Controllo dei Narcotici si occupa di assistere i paesi nell’applicazione della Convenzione Unica del 1961 che controlla l’oppio e i suoi derivati, la cannabis e la coca: in totale si tratta di 124 sostanze. Inoltre l’INCB si occupa anche di sostanze psicotrope (138 sostanze) e dei precursori chimici che vengono usati per produrre le droghe (23 sostanze chimiche).

Lo scopo delle convenzioni internazionali sulle droghe e di proteggere la salute e il benessere a livello mondiale assicurando la disponibilità di queste sostanze per uso medico e scientifico, e allo stesso tempo prevenirne l’uso illegittimo.

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I dati del 4 maggio 2017 – Gioco d’azzardo

Ecco la convocazione della Conferenza Stato-Regioni per discutere della proposta del governo sul riordino del settore del “gioco d’azzardo” http://www.statoregioni.it/Lista_news.asp?Conferenza=2

Secondo il libro dell’agenzia delle dogane e dei monopoli di stato (AAMS) https://www.agenziadoganemonopoli.gov.it la raccolta complessiva nel 2016 ammonta a 95 miliardi e 969 milioni di euro , di cui 21,2 miliardi on line e 74,7 miliardi rete fisica).

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I dati del 28 aprile 2017 – Siria e rifugiati

Quasi 6 milioni di bambini siriani vivono sotto i bombardamenti. Di questi, circa 3 milioni sono cresciuti vedendo solo la guerra (fonte UNHCR): ferite fisiche e psichiche, al convegno “Siria – I bambini e la guerra. Le ferite nascoste” che si è svolto presso l’Aula Salviati dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma il 26 aprile a partire dalle ore 10 si è parlato di questa generazione di bambini colpiti dalla guerra e dalle sue conseguenze partendo dai disturbi post-traumatici da stress.

>> www.msf.org

>> http://www.ospedalebambinogesu.it/siria-un-progetto-per-i-bambini-colpiti-da-disturbi-post-traumatici-da-stress#.WRHMqkXyjcs

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I dati del 27 aprile 2017 – Tumori, diagnosi e terapia

Un euro investito in prevenzione genera un risparmio nelle cure mediche pari a 2,9 euro. Il 40% dei casi di tumore (146mila diagnosi ogni anno in Italia) potrebbe essere evitato grazie agli stili di vita sani, all’applicazione delle normative per il controllo dei cancerogeni ambientali, all’implementazione degli screening. In Italia per la prevenzione si spendono 5 miliardi di euro (2014), pari al 4,22% della spesa sanitaria totale: il tetto programmato stabilito nei Livelli Essenziali di Assistenza (LEA) invece è del 5%. Gli oncologi chiedono alle Istituzioni un programma ed una regia unica nazionale contro il cancro, che garantiscano una strategia unitaria per combattere la malattia dalla prevenzione, alle terapie, alla riabilitazione, all’accompagnamento di fine vita, all’umanizzazione dell’assistenza, alla ricerca, in grado così di incidere a 360 gradi sull’impatto di questa patologia nel nostro Paese. L’appello è lanciato oggi dall’AIOM (Associazione Italiana di Oncologia Medica) al Senato nel Rapporto sullo “Stato dell’oncologia in Italia 2017”. “Nel nostro Paese sono stati registrati 365.800 nuovi casi di tumore, circa 1.000 ogni giorno – afferma il prof. Carmine Pinto, presidente nazionale AIOM -. I nostri obiettivi vanno in quattro direzioni: diminuzione dell’incidenza e della mortalità per cancro, miglioramento della qualità di vita dei pazienti e istituzione delle reti oncologiche regionali che oggi sono completamente attive solo in Piemonte, Lombardia, Toscana, Umbria, Veneto e nella Provincia Autonoma di Trento. Le reti rappresentano il modello per garantire in tutto il nostro Paese l’accesso a diagnosi e cure appropriate e di qualità, per razionalizzare risorse, professionalità e tecnologie, e per arginare il fenomeno preoccupante delle migrazioni sanitarie: ogni anno infatti quasi un milione di italiani colpiti dal cancro è costretto a cambiare Regione per curarsi. Servono un programma ed una regia unitaria, elemento cardine del ‘Patto contro il cancro’ fra clinici e Istituzioni”. Il cancro rappresenta la patologia cronica su cui le campagne di prevenzione mostrano i maggiori benefici. “Ma serve più impegno in questa direzione – continua il prof. Pinto -. È stato dimostrato che, se la spesa in prevenzione raggiungesse il livello del 5% previsto dai LEA, l’incidenza della spesa sanitaria pubblica sul PIL scenderebbe dal 9,2% all’8,92%, con un risparmio di 7,6 miliardi di euro. Risorse che potrebbero essere utilizzate per migliorare l’accesso di tutti alle terapie innovative. Oggi infatti ad armi efficaci come la chemioterapia, la radioterapia e la chirurgia si sono aggiunte le terapie a bersaglio molecolare e l’immunoterapia, permettendo di migliorare la sopravvivenza e garantendo una buona qualità di vita. In Italia la sopravvivenza a 5 anni dei pazienti è progressivamente migliorata, grazie al successo dei programmi di screening, all’approccio multidisciplinare e alle terapie innovative, superando il 60% (55% nei maschi, 63% nelle femmine, con un miglioramento rispettivamente del 18% e del 10% rispetto a 10 anni fa) e raggiungendo il 70% nelle neoplasie più frequenti. “Ciò ha comportato un aumento dei cittadini che vivono dopo la diagnosi di tumore: sono più di 3 milioni, quasi il 5% della popolazione – spiega il prof. Pinto -. E gli oncologi italiani sono sempre più attenti al valore dei trattamenti e alle esigenze di razionalizzazione delle risorse. Nel 2015 infatti la spesa per i farmaci anticancro è stata pari a 4 miliardi e 175 milioni, con un incremento del 7,1% rispetto al 2014. L’aumento è stato inferiore rispetto al biennio precedente (+9,6%), quando queste uscite erano passate da 3 miliardi e 557 milioni di euro (2013) a 3 miliardi e 899 milioni (2014). Un passo in avanti importante è stato rappresentato lo scorso ottobre dall’istituzione per la prima volta da parte del Governo di un Fondo di 500 milioni di euro destinato ai farmaci oncologici innovativi. Una decisione importante che richiede, nell’aderenza ai criteri di innovatività elaborati recentemente dall’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA), una modalità di accesso e gestione su base nazionale”. Un ruolo rilevante nell’aumento delle guarigioni va attribuito, oltre che alle nuove terapie, al miglioramento dei trattamenti multidisciplinari (che coinvolgono cioè molti specialisti), con l’oncologo che agisce come un autentico “costruttore di ponti” tra specialità differenti.

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I dati del 26 aprile 2017 – Asili nido

Più posti ci sono negli asili nido in un determinato territorio, più alto è il tasso di occupazione tra le mamme. Certo, i numeri non consentono di affermare che tra le due circostanze esista un rapporto di causa-effetto. Ma la tendenza appare chiara.

[…] Può anche essere che l’offerta di asili nido sia più alta in quelle zone in cui è più alta l’occupazione femminile. E quindi c’è “mercato” anche per queste strutture. Difficilmente un comune costruirà un nuovo nido se non ha una lista d’attesa per l’assegnazione dei posti. Men che meno un privato aprirà una realtà di questo tipo se non ha la relativa certezza di trovare dei clienti.

Fonte: Il Sole 24 Ore

Le statistiche Eurostat sull’occupazione: http://ec.europa.eu/eurostat/statistics-explained/index.php/Employment_statistics/it