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I dati del 23/09/2016 – Emilia Romagna, una storia di ricostruzione

 

Conferenza stampa di Matteo Renzi sulla Ricostruzione: il piano del Governo

http://www.repubblica.it/politica/2016/09/23/news/renzi_errani_terremoto-148353232/

 

Il terremoto dell’Emilia:

Il terremoto dell’Emilia del 2012 è stato un evento sismico costituito da una serie di scosse localizzate nel distretto sismico della pianura padana emiliana, prevalentemente nelle province di Modena, Ferrara, Mantova, Reggio Emilia, Bologna e Rovigo, ma avvertite anche in un’area molto vasta comprendente tutta l’Italia Centro-Settentrionale e parte della Svizzera, della Slovenia, della Croazia, dell’Austria, della Francia sud-orientale e della Germania meridionale.  Già tra il 25 e il 27 gennaio 2012 si ebbero in zona fenomeni significativi[6], ma la prima scossa più forte, di magnitudo MI5,9 e Mw5,86[7] è stata registrata il 20 maggio 2012 alle ore 04:03:52 ora italiana (02:03:52 UTC), con epicentro nel territorio comunale di Finale Emilia (MO), con ipocentro a una profondità di 6,3 km[8][9]. Il 29 maggio 2012 alle ore 09:00:03 ora italiana (07:00:03 UTC), una nuova scossa molto forte di magnitudo MI5,8 e Mw5,66 è stata avvertita in tutta l’Italia Settentrionale, creando panico e disagi in molte città come Ferrara, Modena, Reggio Emilia, Bologna, Mantova e Rovigo; l’epicentro è situato nella zona compresa fra Mirandola, Medolla e San Felice sul Panaro. A quella delle 9:00 sono seguite altre tre scosse rilevanti: una alle 12:55 di magnitudo 5,4, una alle 13:00 di magnitudo 4,9 e un’ulteriore scossa alla stessa ora di magnitudo 5,2.  Queste scosse sono state seguite da uno sciame sismico con scosse di magnitudo variabile di minore entità scala Richter. Un’altra scossa di magnitudo 5,1 è stata avvertita in tutto il Nord Italia il 3 giugno 2012 alle ore 21:20:43 ora italiana (19:20:43 UTC), con epicentro in Novi di Modena. I due eventi sismici principali hanno causato un totale di 27 vittime (22 nei crolli, tre per infarto o malore[3] e due per le ferite riportate), in maggioranza dipendenti di aziende distrutte. Il 4 giugno 2012 è stato proclamato giornata di lutto nazionale per le vittime del terremoto.

 

Quale ricostruzione dopo quattro anni in Emilia Romagna?

http://gazzettadimodena.gelocal.it/modena/cronaca/2016/05/19/news/terremoto-la-ricostruzione-dopo-4-anni-1.13502424

 

Gravi i danni all’economia agroalimentare: il parmigiano.

http://www.coldiretti.it/News/Pagine/136—-5-Marzo-2015.aspx

 

Che fare per le imprese: Confindustria Emilia Romagna riflette…

http://www.ilsole24ore.com/art/impresa-e-territori/2016-05-19/l-emilia-quattro-anni-sisma-indennizzi-rallentatore-164754.shtml?uuid=ADNeAXL

 

Un distretto eccellente ricostruisce:

http://www.confindustriamodena.it/MMOutlook/Archivio/MMOutlook_1208_04/pdf/62-73.pdf

 

Camposanto è un piccolo Paese con al centro la scuola:

http://www.comune.camposanto.mo.it/il-comune/servizi-comunali/area-tecnica/news/ricostruzione-delle-scuole-di-camposanto

 

A Finale Emilia un liceo ricostruito:

http://www.quotidiano.net/cronaca/morandi-finale-liceo-terremoto-1.466910

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I dati del 22/09/2016 – Pensioni

(maggio 2016) DATI ISTAT (l’Istituto di statistica diffonde i dati sulla spesa pensionistica): nel 2014 l’Italia conta 16,3 milioni di pensionati, la spesa complessiva per le prestazioni pensionistiche è aumentata dell’1,6%, pari a 277.067 milioni di euro, una crescita che incide sul Pil italiano per 0,2 punti percentuali. Dati che sottolineano come l’’anno scorso le pensioni abbiano inciso sul Pil per il 17, 17%, rispetto al 16,97% del 2013. LA SPESA MAGGIORE PER LE PENSIONI DI VECCHIAIA. Le pensioni di vecchiaia assorbono oltre i due terzi di tutta la spesa pensionistica: per la precisione, si tratta del 70% del totale. Seguono poi le pensioni dei superstiti (14,9%) e quelle assistenziali (8,0%). Più contenuta la spesa per le pensioni di invalidità e per le pensioni indennitarie, che si attestano rispettivamente sul 5,6 e 1,6%. QUANTI SONO I PENSIONATI IN ITALIA. Nel 2014 l’’Italia – come scrivevamo prima- conta 16,3 milioni di pensionati, circa 134mila in meno rispetto al 2013; in media ognuno percepisce 17.040 euro all’’anno (403 euro in più rispetto al 2013). Va però sottolineato che, in alcuni casi, uno stesso pensionato può percepire più di una pensione. A questo proposito, quindi, l’’importo medio annuo delle pensioni è di 11.943 euro, 245 euro in più rispetto al 2013 (+2,1%). Quasi un quarto (23,3%) dei pensionati ha meno di 65 anni, la metà (51,9%) un’’età compresa tra 65 e 79 anni e il restante quarto (24,9%) ha 80 anni e più. NORD E SUD, UOMINI E DONNE. Le donne sono in maggioranza: rappresentano il 52,9% dei pensionati e percepiscono in media 14.283 euro (contro 20.135 euro degli uomini); la metà delle donne (49,2%) riceve meno di mille euro al mese, a fronte di circa un terzo (30,3%) degli uomini. La maggior parte delle pensioni è erogata al Nord (47,7%) alle regioni del Centro va il 20,4% delle pensioni e il restante 31,9% nel Mezzogiorno. I NUOVI PENSIONATI. Nel 2014 541.982 hanno cominciato a percepire una pensione, mentre i cessati del 2014 sono ammontano a 675.860.  Il reddito medio dei nuovi pensionati (13.965 euro) è inferiore a quello dei cessati (15.356) e a quello dei pensionati sopravviventi (17.146), cioè coloro che anche nel 2013 percepivano almeno una pensione. REDDITO DEI PENSIONATI. E, a proposito di reddito, Il 40,3% dei pensionati percepisce un reddito da pensione inferiore a 1.000 euro al mese, un ulteriore 39,1% tra 1.000 e 2.000 euro; il 14,4% riceve tra 2000 e 3000 euro mentre la quota di chi supera i 3.000 euro mensili è pari al 6,1% (4,7% tra 3.000 e 5.000 euro; 1,4% Due terzi dei pensionati (66,7%) sono titolari di una sola pensione, un quarto (25,4%) ne percepisce due mentre il 7,8% è titolare di almeno tre pensioni.

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I dati del 21/09/2016 – Sicurezza e morti sul lavoro

Relazione annuale Inail: nel 2015 infortuni sul lavoro in calo del 6,6%

ROMA – Il presidente dell’Inail, Massimo De Felice, ha presentato oggi, a Roma, presso la Sala della Regina di Palazzo Montecitorio, i dati 2015 relativi all’andamento degli infortuni sul lavoro e delle malattie professionali in Italia e i dati di bilancio dell’Istituto. Nel corso dell’evento sono stati illustrati anche i risultati più rilevanti conseguiti dall’Inail sul fronte degli investimenti, delle politiche in materia di cura, riabilitazione e reinserimento e le attività e i piani della ricerca.Sono poco meno di 637mila le denunce di infortunio registrate.  Si conferma l’andamento decrescente nella serie storica del numero degli infortuni. Sono poco meno di 637mila le denunce di infortuni accaduti nel 2015 registrate dall’Inail, in diminuzione del 4% rispetto al 2014 e del 22,1% rispetto al 2011. Gli infortuni riconosciuti sul lavoro sono stati poco più di 416mila (-6,6% rispetto al 2014), di cui il 18,2% avvenuto “fuori dell’azienda”, cioè “con mezzo di trasporto” o “in itinere”. Il dato “fuori azienda” è rilevante per la valutazione accurata delle politiche e delle azioni di prevenzione.

Gli infortuni mortali “accertati” sono stati 694. Delle 1.246 denunce di infortunio con esito mortale (erano 1.152 nel 2014), gli infortuni accertati “sul lavoro” sono stati 694 (di cui 382, il 55%, “fuori dell’azienda”), con una riduzione del 2% circa rispetto al 2014 e del 23,4% rispetto al 2011. Il dato tuttavia non è consolidato perché sono ancora in istruttoria 26 infortuni: se tutti fossero riconosciuti come casi mortali avvenuti “sul lavoro”, si avrebbe un aumento complessivo di circa l’1,7% rispetto al 2014, mentre la riduzione rispetto al 2011 sarebbe del 20%.

Circa 11 milioni le giornate di inabilità. Gli infortuni sul lavoro hanno causato circa 11 milioni di giornate di inabilità con costo a carico dell’Inail. In media circa 82 giorni per gli infortuni che hanno provocato menomazione e 20 giorni in assenza di menomazione.

Malattie professionali: le denunce sono state 59mila. Si conferma l’andamento crescente nella serie storica del numero delle malattie professionali. Le denunce di malattia sono state circa 59mila (circa mille e 500 in più rispetto al 2014), con un aumento di circa il 24% rispetto al 2011. Ne è stata riconosciuta la causa professionale al 34%, il 3% è ancora “in istruttoria”. Il 63% delle denunce è per malattie del sistema osteomuscolare (cresciute del 46% rispetto al 2011). E’ importante ribadire che le denunce riguardano le malattie e non i soggetti ammalati, che sono circa 44mila, di cui circa il 39% per causa professionale riconosciuta. Sono stati poco meno di 1.600 i lavoratori con malattia asbesto-correlata. I lavoratori deceduti nel 2015 con riconoscimento di malattia professionale sono stati 1.462 (il 27% in meno rispetto al 2011), di cui 470 per silicosi/asbestosi (l’85% è con età al decesso maggiore di 74 anni).

Positivo il risultato finanziario dell’Istituto (439 milioni). I principali dati del preconsuntivo 2015 indicano entrate di competenza per 9 miliardi e 634 milioni di euro (allo stesso livello del 2014) e uscite di competenza pari a 9 miliardi e 195 milioni (con prestazioni istituzionali in diminuzione dell’1,3% rispetto all’anno precedente). Il risultato finanziario è pari a 439 milioni e, dunque, positivo, seppure in diminuzione del 7,8% rispetto al 2014 e del 43% rispetto al 2011.

Il bilancio tiene la solvibilità. Il risultato economico si attesta a 1.194 milioni (-21,5% rispetto al 2011). Le riserve ammontano a circa 28 miliardi e 167 milioni, “coperte” per circa l’83% da liquidità (versata alla Tesoreria dello Stato, senza remunerazione). Sul bilancio dell’Inail hanno inciso anche quest’anno le misure della “Legge di Stabilità” (la riduzione del 15,38% di premi e contributi è stata “tamponata” parzialmente dai 600 milioni trasferiti dallo Stato; hanno gravato i 192,6 milioni riversati allo Stato per riduzioni e razionalizzazione della spesa). In definitiva, il bilancio del 2015 tiene ancora la solvibilità.

Bando Isi: dal 2010 a favore delle aziende 1,3 miliardi. Con il bando Isi del 2015 l’Inail ha messo a disposizione del sistema produttivo italiano 276 milioni di euro a fondo perduto per il miglioramento della sicurezza sul lavoro, sesta tranche di uno stanziamento complessivo che, a partire dal 2010, ammonta complessivamente a circa 1,3 miliardo di euro. La principale novità dell’ultimo bando consiste nello stanziamento di circa 83 milioni per progetti di bonifica da materiali contenenti amianto. Le aziende che hanno partecipato al “click day” dello scorso 26 maggio per l’assegnazione degli incentivi sono state più di 23mila.

Stanziati altri 20 milioni col Bando Fipit 2015. Attraverso il bando Fipit 2015, destinato alle micro e piccole imprese del settore terziario, sono stati stanziati altri 20 milioni di euro. Nel frattempo ha avuto esito il bando per il finanziamento di progetti di innovazione tecnologica (Fipit) pubblicato nel 2014, con lo stanziamento di 30 milioni di euro per i settori ad alto rischio infortunistico dell’edilizia, dell’agricoltura e della lavorazione dei materiali lapidei. Si prevede la quasi completa copertura dei 5.121 progetti presentati.

Prevenzione: aumentano le imprese che hanno usufruito della riduzione dei premi. Il numero delle imprese che negli ultimi anni hanno usufruito della riduzione dei premi Inail per meriti di prevenzione è in crescita: sono state 41mila nel 2012, 46mila nel 2013 e 52mila nel 2014, mentre le istanze presentate nel 2015 per interventi effettuati l’anno precedente sono circa 66mila. A ottobre 2015, inoltre, è stata disposta la riduzione dell’8,16% dell’importo del premio per le imprese artigiane che non hanno denunciato infortuni nel biennio 2013-2014, cui sono stati destinati 27 milioni di euro. Lo sconto ha interessato oltre 267mila ditte. Altre riduzioni hanno riguardato il settore edile, la pesca e la navigazione.

Circa 7,5 milioni di prestazioni sanitarie effettuate. Nel 2015 sono state effettuate circa sette milioni e mezzo di prestazioni sanitarie. Le prestazioni per “prime cure” effettuate presso i 131 ambulatori dell’Inail sono state circa 690mila, di cui il 93,2% richieste a seguito di infortuni e il restante 6,8% per malattia professionale. Negli 11 centri di fisiochinesiterapia attivi in cinque regioni sono state fornite circa 127mila prestazioni riabilitative e oltre 10mila visite fisiatriche a 3.700 pazienti. Il Centro Protesi di Vigorso di Budrio ha registrato l’afflusso di circa 13mila assistiti. In coerenza con le previsioni del Piano sanitario sociale integrato della Regione Toscana, è stato approvato il piano di sviluppo per il Centro di riabilitazione motoria di Volterra.

Ancora più impulso agli investimenti immobiliari e mobiliari.  Nel 2015 l’attività di investimento dell’Inail è stata particolarmente innovativa, per volume di realizzazioni e per l’impostazione e l’avvio delle nuove politiche. Nel mese di dicembre sono stati stipulati i contratti di acquisto di una sede del Ministero della Salute (per un importo di 126 milioni di euro) e di quattro immobili “storici” dell’Eur di Roma che ospitano l’Archivio centrale dello Stato, il Museo Pigorini, il Museo dell’Alto medio-evo, il Museo delle Arti popolari (per un valore complessivo di 297,5 milioni di euro). Si è conclusa l’istruttoria, per la realizzazione di una residenza sanitaria a Caorle, con l’autorizzazione all’investimento per un valore complessivo di 23 milioni di euro.

Circa 1,5 miliardi a disposizione di iniziative immobiliari a elevata utilità sociale. L’Inail ha messo a disposizione di iniziative immobiliari a elevata utilità sociale circa 1,5 miliardi. Lo scorso gennaio sono stati selezionati 200 progetti, con 83 amministrazioni coinvolte, per interventi relativi a residenze universitarie, strutture sanitarie e assistenziali, scuole e uffici pubblici. Tra i progetti presentati, oltre 107 interventi riguardano la messa in sicurezza – con criteri di alta qualità estetica e funzionale – di edifici scolastici. Un altro importante progetto riguarda la realizzazione di 52 scuole innovative dal punto di vista architettonico, impiantistico, tecnologico, dell’efficienza energetica e della sicurezza strutturale e antisismica, caratterizzate da nuovi ambienti di apprendimento e dall’apertura al territorio. Per questo progetto l’Inail ha stanziato 350 milioni di euro nel triennio 2014-2016.

Incrementata al 2,7% la partecipazione al capitale di Banca d’Italia. Per quanto riguarda gli investimenti mobiliari, previo parere positivo congiunto della Ragioneria generale dello Stato e del Dipartimento del Tesoro, l’Istituto ha incrementato le sue quote di partecipazione al capitale della Banca d’Italia, raggiungendo il 2,7% (dallo 0,7%), con un investimento di 150 milioni di euro.

Concluso il piano di ricerca 2013-2015 del Centro Protesi di Vigorso di Budrio.Si è concluso il piano di ricerca 2013-2015 del Centro Protesi Inail di Vigorso di Budrio. La collaborazione “in rete” con l’Istituto italiano di tecnologia, con l’Istituto di bio-robotica della Scuola superiore Sant’Anna di Pisa e con l’Università Campus bio-medico di Roma ha dato i primi risultati positivi. In particolare sono stati realizzati un prototipo di esoscheletro motorizzato, un sistema protesico avanzato di arto superiore, un prototipo di falange del dito della mano in grado di restituire sensibilità tattile all’arto amputato, e strumenti per la valutazione funzionale e la riabilitazione. Per alcuni di questi prototipi è stata presentata la domanda di brevetto e si sta dando avvio al trial clinico.

Approvato il Piano delle attività di ricerca 2016-2018. Lo scorso dicembre è stato approvato il Piano delle attività di ricerca 2016-2018, con nove programmi sui temi: strategie di prevenzione; gestione integrata del rischio, della salute e della sicurezza; applicabilità delle norme; sistemi innovativi di gestione per rischi connessi all’evoluzione dei processi produttivi; mutamenti sociali e demografici, per analizzare le condizioni e i bisogni dei gruppi più vulnerabili; rischi e opportunità indotti dalle nanotecnologie; un “programma speciale amianto”. I 12 nuovi progetti di ricerca triennali del Centro Protesi di Vigorso di Budrio, approvati lo scorso aprile, sono invece raccolti in quattro macro-aree: ortesi, protesi, progetto clinico e di riabilitazione, dispositivi tecnici.

cyberbullismo

I dati del 20/09/2016 – Cyberbullismo

Un papà poliziotto che mette sotto scacco i cattivi della Rete:

http://www.redattoresociale.it/Notiziario/Articolo/476405/Una-vita-da-social-rete-senza-pericoli-con-la-Polizia-di-Stato

 

La nostra Carolina si è uccisa, chi è stato?

http://www.corriere.it/cronache/16_settembre_16/mia-carolina-uccisa-2600-like-3655a4f8-7bd2-11e6-a2aa-53284309e943.shtml

 

Indagati per il suicidio di Carolina:

http://torino.repubblica.it/cronaca/2013/05/25/news/carolina_si_tolta_la_vita_per_quei_video_su_facebook-59588405/?refresh_ce

 

Linda Laura Sabbadini statistica sociale scrive su La Stampa  del 17 settembre: I nostri ragazzi soli davanti ai cyberbulli. L’Istat: i punti di riferimento hanno perso reputazione. Storie terribili in questi giorni. Il suicidio di una giovane donna trentenne in seguito a cyberbullismo di cosiddetti «amici» e dell’oscuro fidanzato; lo stupro di una ragazza in discoteca, filmato dalle sue «presunte amiche» e da loro fatto circolare; lo stupro da parte del branco dei cosiddetti «intoccabili» di una ragazzina di 13 anni, la cui madre ha frenato l’azione della scuola, che ha preso a cuore la vicenda.

 

I numeri erano allarmanti già dal 2014, secondo l’Istat:

http://www.mommsen.gov.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/01/Bullismo-tra-i-giovanissimi-15_dic_2015-Testo-integrale-e-nota-metodologica.pdf

 

Basta dicono i ragazzi! W il movimento “ma basta”

http://www.mabasta.org/

 

Professori e alunni: il mestiere più antico del mondo. Christian Raimo

http://www.einaudi.it/libri/libro/christian-raimo/tranquillo-prof-la-richiamo-io/978880622276

 

Curare il cyberbullismo nell’ospedale pubblico:

http://www.casapediatrica.it/

 

l’odio sul Web:

http://www.repubblica.it/solidarieta/volontariato/2016/03/22/news/discorsi_d_odio_sul_web_l_europa_in_campo_contro_il_cyberbullismo-136071034/

 

come è cambiata la legge contro il cyberbullismo:

http://www.repubblica.it/tecnologia/sicurezza/2016/08/06/news/cyberbullismo_norme_piu_rigide-145477550/?refresh_ce

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I dati del 16/09/2016 – La tratta degli esseri umani

La deportazione degli esseri umani, lo sfruttamento della prostituzione, e quello del lavoro nero, come combattere e come affrontare il mercato degli schiavi dei nostri giorni.

Che cos’è la tratta degli esseri umani?

http://www.osservatoriointerventitratta.it/?page_id=31

Regione Lazio e iniziative contro la tratta

http://www.consiglio.regione.lazio.it/consiglioweb_2005-2010/commissioni_news_dettaglio.php?vms=95&vmf=&om=1&id=91&idcomm=9 

Adottato dal Consiglio dei Ministri nella riunione del 26 febbraio 2016 il Primo Piano nazionale d’azione contro la tratta e il grave sfruttamento degli esseri umani:

http://www.pariopportunita.gov.it/index.php/component/content/article/70-traffico-di-esseri-umani-/2295-contro-la-tratta-di-persone

Il 9 settembre è stato presentato il primo rapporto  di ricerca sulla tratta e lo sfruttamento degli esseri umani:

http://www.vincenzocastelli.org/2013/10/presentazione-a-roma-del-1-rapporto-di-ricerca-sulla-tratta-e-il-grave-sfruttamento/

L’impegno costante della Polizia di Stato:

http://www.poliziadistato.it/articolo/12691

L’Asgi ha scritto alla ministra Boschi:

http://www.asgi.it/tematica/tratta-sfruttamento-lavorativo/

Il Dipartimento Pari Opportunità: ruolo e compiti:

http://www.pariopportunita.gov.it/index.php/ufficio-per-gli-interventi-in-campo-economico-e-sociale

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I dati del 15 settembre 2016 – Sicurezza edifici privati

(agosto 2014) L’Istat diffonde oggi, nuovi dati definitivi sugli edifici. Il censimento degli edifici è avvenuto nel 2011 con modalità e tecnologie profondamente rinnovate rispetto alla precedente rilevazione del 2001, per le quali si rimanda all’ampia documentazione disponibile sul sito Istat, nella sezione dedicata ai censimenti. Censimento ISTAT: oltre 14,5 milioni gli edifici in Italia. Più di 31 milioni le abitazioni. Il 77% delle abitazioni censite risulta essere occupato da almeno una persona residente, il restante 22,7% è costituito da abitazioni vuote o occupate solo da non residenti. Sul territorio nazionale, gli edifici ed i complessi censiti ammontano a 14.515.795, ovvero il 13,1% in più rispetto a quanto rilevato nel 2001. Più in dettaglio, gli edifici ammontano a 14.452.680 ed i complessi  a 63.115, con un incremento intercensuario rispettivamente pari al 13,1% e al 64,4%. Questi i macro dati definitivi diffusi questo mese da ISTAT sul patrimonio immobiliare presente nostro Paese elaborato sulla base dei dati raccolti nel censimento del 2011.

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I dati del 14 settembre 2016 – Studi di settore

Cambiano gli studi di settore e cioè quei modelli elaborati da Agenzia delle Entrate, Mef e associazioni di categoria che consentono di stimare i ricavi o i compensi e verificare la propria “congruità” con i parametri. Parliamo di fisco e cittadini e dunque ricordiamo che l’articolo 53 della Costituzione recita: “tutti sono tenuti a concorrere alle spese pubbliche in ragione della loro capacità contributiva” .

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I dati del 13/09/2016 – Ticket ed esenzioni

La ‘giungla’ dei ticket sanitari dal Nord al Sud. Da regione a regione cambia la spesa per i cittadini.La geografia dei ticket sanitari in Italia, ovvero la compartecipazione dei cittadini alla spesa per farmaci e visite, rappresenta una vera e propria ‘giungla’, con notevoli differenze tra le varie regioni. A scattarne l’istantanea è il Rapporto 2015 dell’Osservatorio civico sul federalismo in sanità, curato da Cittadinanzattiva-Tribunale per i diritti del malato (Tdm). Tante infatti, denuncia il Tdm, le difformità regionali: considerando ad esempio 16 prestazioni, i ticket più bassi nel pubblico si registrano prevalentemente nel Nord Est (per 10 su 16 prestazioni), quelli più elevati nel Sud (per la metà delle prestazioni). Inoltre, il livello di compartecipazione dei cittadini ai ticket fra 2013 e 2014 è diminuito solo nella Provincia autonoma di Trento (-5,6%), in Sicilia (-2,2%), Piemonte (-2%) e Liguria (0,8%). In Valle d’Aosta si registra invece un +11,9%. L’importo del ticket varia poi di regione in regione sia sulla farmaceutica sia sulle prestazioni specialistiche ambulatoriali: nel 2014, però, si è registrato un +4,5% dei ticket sui farmaci e un -2,2% sulla specialistica. Conti alla mano, rileva il Tdm, ogni anno i cittadini a testa pagano in media oltre 50 euro come quota di compartecipazione in tutte le Regioni del Nord e del Centro – ad eccezione di Piemonte, Marche e PA Trento – con punte vicino ai 60 euro in Veneto e Valle D’Aosta, e in media 42 euro al Sud.Ulteriore ‘giungla’ è rappresentata dalle esenzioni: in alcune Regioni sono esenti tutti i disoccupati, i lavoratori in cassa integrazione o in mobilità o con contratto di solidarietà (come Lombardia, Emilia Romagna e Toscana); in altre Regioni sono esenti dalla partecipazione al costo i figli a carico dal terzo in poi (PA Trento); in altre ancora sono esenti gli infortunati sul lavoro per il periodo dell’infortunio o affetti da malattie professionali (come Liguria, Lombardia, Friuli Venezia Giulia, Emilia Romagna, Toscana, Marche, Umbria, Basilicata), i danneggiati da vaccinazione obbligatoria, trasfusioni, somministrazione di emoderivati, le vittime del terrorismo e della criminalità organizzata e familiari, i residenti in zone terremotate.Quanto alla farmaceutica, nelle regioni settentrionali il ticket sui farmaci va da un minimo di 2 ad un massimo di 4 euro.

Emilia Romagna, Toscana ed Umbria sono le uniche tre regioni che prevedono ticket sulla farmaceutica diversi a seconda delle fasce di reddito, da 0 per le fasce più basse ad 8 euro per le fasce più alte.

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I dati del 12/09/2016 – Il primo giorno di scuola

Due Regioni a confronto: Campania con Luisa Franzese direttore generale dell’Ufficio Scolastico

http://www.ilvelino.it/it/article/2016/09/06/campania-regione-ad-agosto-nota-al-ministro-giannini-per-ridurre-al-mi/6728817e-e64f-4710-b87d-a0149c82a960/

La Lombardia è in crisi?

http://www.ilcittadinomb.it/stories/Cronaca/scuola-aprea-mobilita-come-uno-tsunami-a-rischio-linizio-dellanno_1197311_11/

http://www.orizzontescuola.it/mobilit-50-docenti-lombardia-fuori-regione-aprea-mancano-docenti-matematica-rischio-inizio-ann

Gli insegnanti sono troppi? O no!

http://www.vanityfair.it/news/approfondimenti/16/09/07/scuola-mancanza-prof-storie

Sul “concorsone” il parere di Sergio Govi della rivista Tuttoscuola.

http://www.tempi.it/scuola-concorsone-anti-precariato-migliaia-di-insegnanti-precari#.V9JvvU9f3ct

La Cgil Scuola è preoccupata e perplessa :

http://www.flcgil.it/tag/domenico-pantaleo/

Il ruolo e il parere dei Genitori nelle considerazioni di una delle Associazioni.

http://www.moige.it/?comunicato=news-scuola-le-8-proposte-del-moige-per-una-scuola-a-misura

Andrea Marcucci Commissione Istruzione del Senato

Come tutto è cominciato:

http://www.huffingtonpost.it/andrea-marcucci/scuola-rivoluzione-non-siete-accorti_b_6992932.html

e oggi?

e il Concorsone come è cominciato..

http://www.lettera43.it/cronaca/scuola-via-al-concorsone-le-cose-da-sapere_43675243635.htm

Un’altra Regione in crisi: il Piemonte

http://www.ansa.it/piemonte/notizie/2016/07/29/in-piemonte-mancano-533-insegnanti_1a8fcd2a-87ea-418c-80eb-e51658e88857.html

e poi la Toscana non suona:

http://firenze.repubblica.it/cronaca/2016/09/10/news/troppi_docenti_e_pochi_posti_chi_ha_vinto_il_concorso_in_toscana_ora_aspira_a_una_supplenza-147482793/

I presidi discutono e riflettono sul loro complicatissimo ruolo nella scuola:

http://www.anp.it/anp/homepage.html

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I dati del 9/09/2016 – Minori migranti

La denuncia di Oxfam: “Ogni giorno 28 minori migranti scomparsi in Italia”

Il rapporto della ong fotografa il dramma di bambini e ragazzi arrivati da soli sulle nostre coste. Il loro numero è raddoppiato nell’ultimo anno e il sistema di accoglienza rivela tutte le sue falle

ROMA – Da soli, in balia di trafficanti e truffatori di ogni genere, spinti a lasciare le famiglie nella speranza di una vita migliore. Nell’ultimo anno, denuncia la ong Oxfam, è raddoppiato il numero di minori che raggiungono l’Italia da soli: “Secondo i dati UNHCR, dal 1 gennaio 2016 ad oggi, ben il 15 per cento di tutti i migranti arrivati in Italia è rappresentato da bambini e ragazzi che viaggiano soli – evidenzia il nuovo rapporto pubblicato oggi da Oxfam – Questi dati seguono un trend globale, secondo cui il numero di minorenni soli all’interno dei flussi migratori è in costante aumento: gli ultimi dati disponibili stimano che circa la metà di tutti i rifugiati a livello mondiale siano minori, e che, nei paesi di destinazione, dal 4 al 15 per cento dei richiedenti asilo siano minori non accompagnati”.

Le cifre del fenomeno. In Italia, scrive Oxfam, “ormai quasi esclusivo punto d’arrivo dei flussi migratori diretti verso l’Europa, dopo la  chiusura della rotta balcanica e l’accordo tra Unione Europea e Turchia, al  31 luglio 2016 erano sbarcati 13.705 minori soli, con un incremento di più del doppio rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente (basti pensare che, in tutto il corso del 2015, ne erano arrivati 12.360). Secondo il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, circa il 40 per cento  dei minori non accompagnati (quasi 4.800) si trova attualmente in Sicilia. L’attuale normativa infatti prevede che i minori soli siano automaticamente in carico ai servizi sociali dei cosiddetti “comuni di rintraccio”, cioè i Comuni in cui di fatto approdano”.

Le falle dell’accoglienza. A fronte di questa emergenza minori il sistema per accoglierli, denuncia sempre Oxfam, è inadeguato e lacunoso, tanto che sono moltissimi, ben 28 al giorno, i bambini e ragazzi che si allontanano dai centri in cui sono ospitati e scompaiono. Nei primi sei mesi del 2016 quelli per i quali è stato segnalato l’allontanamento sono stati ben 5222. Sono minori di cui semplicemente si perdono le tracce, la maggior parte sono egiziani (23,2 per cento), somali (23,1 per cento ) ed eritrei (21,1 per cento). Lo sforzo di società civile, comuni e regioni, osserva Oxfam, non basta a tamponare l’inadeguatezza dei centri “hotspot”  realizzati dall’Unione europea e dalle autorità italiane per registrare i nuovi arrivi e velocizzare le procedure di respingimento ed espulsione. I minori si trovano così in strutture sovraffollate, dove mancano i servizi minimi sia per gli adulti sia per i minori e sono molti coloro che restano in questa situazione fino al compimento dei 18 anni di età. Ma anche a chi viene trasferito in comunità di prima accoglienza per i minori le cose non vanno molto meglio e Oxfam continua a raccogliere testimonianze di trattamenti inadeguati o palesemente contrari agli obblighi di legge. Così, seppure senza aiuti e mezzi, i minori fuggono. Nelle voci raccolte da Oxfam si coglie la loro determinazione a raggiungere il Nord Europa, spesso contando su una comunità che si è già stabilita all’estero, oppure la disperazione di voler fuggire a centri di accoglienza che somigliano a prigioni o dai quali non si sentono tutelati.

L’appello. “Circa il 40 per cento dei minori non accompagnati è di fatto bloccata in Sicilia, spesso nei piccoli comuni di approdo: è l’effetto di una normativa nazionale che limita fortemente la possibilità che altre regioni italiane condividano la responsabilità dell’accoglienza di questi bambini e ragazzi, precludendo loro la possibilità di essere ospitati in strutture e contesti più attrezzati e dignitosi”, dice Elisa Bacciotti, direttrice delle campagne di Oxfam Italia. “Oxfam e le organizzazioni partner in Sicilia, come AccoglieRete e Borderline Sicilia, incontrano regolarmente ragazzi che raccontano di non essere stati informati della possibilità di presentare richiesta di asilo o del diritto di avere un tutore legale, ossia qualcuno che agisca nei loro migliori interessi e che tuteli i loro diritti. L’assegnazione di un tutore però può richiedere anche diversi mesi.
Se la situazione dei bambini è particolarmente critica – conclude la nota di Oxfam – quella di coloro che compiono 18 anni non lo è di meno. Molti vengono semplicemente cacciati dai centri in cui soggiornavano, finendo così anche loro in mezzo a una strada. Tra dieci giorni i governi di tutto il mondo si incontreranno alle Nazioni Unite a New York per definire il loro impegno concreto per le persone costrette a fuggire: questo è il momento di chiedere loro di cambiare il destino di queste persone”.